Una pittura che fa vedere
SERGIO ROMITI

Scorrono davanti ai miei occhi le opere di Sergio Romiti che compongono questa bella mostra alla Galleria Studio d'Arte del Lauro – condotta con tenace passione e rara lucidità di visione, mai succube delle mode, da Cristina Sissa –, e subito riaffiora quanto sempre ho provato di fronte al lavoro, tra i più intensamente lirici che conosca, di uno dei veri, grandi pittori italiani della seconda metà del Novecento. (...)

(...) Eppure, le opere su cui ritornai due volte, in un successivo percorso a ritroso – una sorta di risalita della corrente dentro la storia dell'artista – non le vedevo tanto come il simulacro di un'assenza – quella dell'oggetto, su cui molti hanno a ragione insistito –, ma come l'affermazione sontuosa, il grido alto, quasi, di una presenza: quella della pittura, lirica e moderna insieme, che Romiti aveva per cinquant'anni saputo fare vivere. (...)

(...) Romiti opera una decantazione, uno svuotamento delle forme degli oggetti, di cui restano a vibrare nell'aria brani di pelle o brandelli di materia, forme dissolte, vapori quasi, esalazioni dell'anima delle cose che, spogliatesi di ogni seduzione del colore, si dispongono, come stinte bandiere di preghiera tibetane o come frammenti di un miraggio luminoso, nello spazio aereo, pronte a subire i capricci del vento. (...)

SERGIO ROMITI
Composizione, 1962, olio su tela, 60x75 cm.