Nostalgia della forma
NADA PIVETTA

La mostra propone allo spettatore un'immagine coerente della scultrice milanese, rispettando la cadenza originale della sua produzione - dai lavori del 2002 ad oggi.
Nada Pivetta mostra la fragilità, la precarietà che struttura intimamente anche le forme più compatte e frontali. Lacerando la superficie dell'oggetto, come fosse una pellicola di luce che indugia sulle cose, l'artista supera la durezza del reale ritrovando la cedevolezza della natura.
Lo Studio d'Arte del Lauro inaugura così una nuova linea di indagine dedicata agli artisti più giovani. Alla base c'è un criterio di "giustizia estetica": qualità degli artisti e scelta accurata delle opere migliori. Una nuova collana, quindi, anche per i cataloghi, più agili e numerosi.
Un'occasione reale e importante che lo Studio d'Arte del Lauro offre alle nuove generazioni.
Scrive Alberto Pellegatta nella prefazione al catalogo "Nada Pivetta ha scoperto una narrazione schiva, perfino risentita. Il materiale contiene il tono della scena, il colore, mentre il contrasto tra due elementi o superfici si risolve come in un incontro tra personaggi. Innesca flessioni atletiche.
Nel vuoto rimbomba una corrispondenza, una malinconia residuale. Per questo le superfici si staccano come tessuti e si riallineano in composizioni che non hanno più nulla dell'origine, della matrice, trasfigurate nostalgie di un'altra vita che neanche riconosciamo. C'è tutta la grande tradizione lombarda della ceramica - da Medardo Rosso a Wildt e Fontana - in questi piccoli sogni lirici straordinariamente pulsanti e raffinati"
NADA PIVETTA
Sottorilievo del Lauro, 2013, ghisa, 260 x 220 x 2,5 cm