Settanta
GIANCARLO OSSOLA


"(...) Ossola non cerca il consenso, lavora nel silenzio di via Pastrengo, di notte, alla luce dei neon, quando i grandi finestroni dello studio si accendono e il pittore applica per prime le categorie prospettiche, creando la sintassi dell'opera, per poi dissolvere nel gesto "riscaldato" l'intenzione, focalizzando lividi e luci riflesse su oggetti incantati. E' un progresso nel chiaro, come se la luce fosse la materia stessa del tempo, granulare, come se le particelle accelerassero il loro movimento in corrispondenza dei settantanni dell'artista, età che traccia una nuova inquietudine sulla tela, provocando una continua suspence (...). Negli anni Settanta Giancarlo Ossola lasciava che la materia stessa rifondasse il paesaggio, e che il lato misterioso degli oggetti popolasse la tela per descrivere le stanze, riaffiorando dai freddi siderali della mente per sovrapposizione, stratificazione di colore su colore, fino alla luce frontale di certe città assiderate. Oggi compie settantanni e il tempo trascorso ha permesso al pittore di indagare profondamente sia i luoghi che i linguaggi, ritrovando antiche ossessioni. Ma è come se la temperatura fosse cambiata, da quegli anni nervosi a questa grazia potente ma inquieta (...)"
GIANCARLO OSSOLA
Luce-tempo, 2005, olio su tela, 100x80 cm.