COSTANTINO GUENZI

(Milano, 1926 – 1989) è stato un artista partecipe e interprete della cultura italiana e milanese del dopoguerra; il suo lavoro si colloca con straordinario rilievo accanto alle esperienze italiane di Morlotti, Milani e Chighine, e in una situazione internazionale consapevole di ricerche come quelle di De Stael, Fautrier, Tobey, Hartung e Pollock. L'opera di Guenzi non si limita a collegarsi nell'alveo della pittura informale ma vi lascia una traccia personale e nuova, caratterizzata da un'intensa e continua ricerca. Le indicazioni e gli stimoli che provengono all'artista dall'osservazione della natura e del mondo circostante sono passati al filtro di un'attenta sensibilità e di una cultura ricca e sedimentata, determinando il magma delle sue stesure cromatiche dai toni intensi e profondi, di ampio respiro. Le forme e le strutture che nascono in questo incessante processo creativo sono liberamente e poeticamente reinventate. All'intensità degli oli fa riscontro la trasparenza delle gouaches, degli acquerelli e dei disegni, trame raffinate e al tempo stesso robuste dove il segno si differenzia in un'ampia gamma semantica, dal graffio al tratteggio quasi geometrico, ma sempre partecipe. Critici d'arte come Marco Valsecchi, Roberto Tassi, Arturo Carlo Quintavalle, Guido Ballo, Vittorio Fagone e Luciano Caramel sono tra coloro che in vari momenti l'hanno presentato e recensito.
COSTANTINO GUENZI